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Scopri le fragranze

Per costruire una profumeria più trasparente

abbiamo riportato la materia al centro.

Come nasce
una fragranza Martin

Martin Parfums

Reverse Formula nasce dall'incontro tra ricerca olfattiva e materia.È il processo con cui costruiamo ogni interpretazione attraverso unaformula propria e le materie prime della nostra collezione privata.

Per cambiare il profumo ispirato, abbiamo cambiato il modo di crearlo.Formula, materie prime e controllo tornano al centro.

Ecco come funziona:

I.

Lo studio della fragranza

Ogni interpretazione Martin nasce dalla conoscenza profonda della fragranza da cui scegliamo di partire.

Ne cerchiamo il carattere, gli equilibri e le relazioni che la rendono riconoscibile, osservando come gli accordi si sostengono tra loro e come la composizione cambia nel tempo sulla pelle. È un lavoro che richiede ascolto, memoria e continui ritorni sul campione, perché spesso sono proprio le sfumature meno immediate a rivelare la costruzione più interessante.

Da questa lettura prende forma la prima intenzione Martin: comprendere ciò che appartiene all’identità della fragranza e individuare lo spazio in cui può iniziare una nuova interpretazione.

  1. Guardare più a fondo

    Alla lettura olfattiva affianchiamo l’analisi GC–MS.

    La gascromatografia separa parte dei composti presenti nel campione; la spettrometria di massa ci aiuta a riconoscerli. Il tracciato porta alla luce dettagli che possiamo mettere in relazione con ciò che abbiamo percepito durante le ore di valutazione.

    Un accordo sentito sulla pelle trova così nuovi indizi nella materia. Una sfumatura appena percepita può aprire una ricerca. Una presenza inattesa può cambiare il modo in cui immaginiamo il passaggio successivo.

    Tecnica e olfatto iniziano a parlare la stessa lingua.

    Foto in arrivo
    B.Tracciato cromatografico utilizzato durante lo studio.
  2. La direzione Martin

    Al termine dello studio raccogliamo quanto emerso dall’olfatto, dall’analisi e dalle prime prove in una direzione creativa precisa, che diventa il punto di partenza per la ricerca delle materie e per la costruzione della formula.

    È qui che il riferimento comincia a trasformarsi in un’interpretazione Martin: la sua identità rimane riconoscibile, mentre proporzioni, qualità delle materie, texture, profondità ed evoluzione vengono ripensate attraverso il nostro modo di comporre.

    Studiare una fragranza, per noi, significa comprenderne abbastanza profondamente la bellezza da poterle dare una nuova forma.

    Foto in arrivo
    C.Prime direzioni olfattive definite al termine dello studio.
II.

La selezione delle materie prime

La qualità di una formula nasce dalla qualità delle materie che la compongono. Ogni ingrediente porta con sé un’origine, una lavorazione, un carattere e un modo diverso di vivere all’interno della composizione. Sceglierlo significa decidere la profondità di un accordo, la qualità di una sfumatura e, in definitiva, ciò che la fragranza riuscirà a esprimere sulla pelle.

Per questo la selezione delle materie occupa un posto centrale nel processo Martin. È il momento in cui ciò che abbiamo immaginato durante lo studio comincia ad avere una forma reale, attraverso ingredienti scelti per ciò che riescono davvero a portare alla formula.

  1. La ricerca

    È una delle fasi a cui dedichiamo più tempo.

    Cerchiamo, riceviamo, confrontiamo e conserviamo campioni provenienti da produttori, distributori specializzati e grandi case di materie prime con cui abbiamo costruito rapporti diretti nel tempo. Alcune ricerche partono da un’origine precisa, altre da una lavorazione particolare, altre ancora da una qualità olfattiva che abbiamo incontrato e che vogliamo portare dentro una composizione.

    Ogni campione viene prima conosciuto singolarmente e poi provato nella formula, spesso accanto ad altre qualità della stessa materia. Torniamo sulle prove, modifichiamo le proporzioni e osserviamo cosa cambia nell’equilibrio complessivo, perché la scelta definitiva arriva soltanto quando quella materia riesce a esprimere esattamente il carattere che stavamo cercando.

    È un lavoro lento e meticoloso, costruito attraverso confronto ed esperienza, e rappresenta uno dei momenti in cui la fragranza acquista più chiaramente la propria identità Martin.

    Foto in arrivo
    A.Campioni di materie prime durante una fase di selezione.
  2. La Collezione Privata Martin

    Con gli anni, la ricerca delle materie è diventata una delle parti più profonde del nostro mestiere.

    Da questa curiosità quasi ossessiva è nata la Collezione Privata Martin: un archivio in continua crescita di materie provenienti da origini, produttori e lavorazioni differenti, raccolte durante la ricerca e lo sviluppo delle nostre fragranze.

    Ci sono produzioni limitate, materie di produttori specializzati e creazioni delle grandi case essenziere. Le studiamo, le confrontiamo e torniamo a utilizzarle nelle formule quando ritroviamo in una di loro esattamente la sfumatura che stavamo cercando.

    Con il tempo la Collezione è diventata una parte del nostro modo di creare: un patrimonio di materie conosciute direttamente, costruito ricerca dopo ricerca, formula dopo formula.

    Foto in arrivo
    B.Una parte della Collezione Privata Martin.
  3. Conoscere la materia

    Una materia acquista un significato diverso quando se ne conoscono l’origine, il produttore, la lavorazione e il motivo per cui è stata scelta.

    Per questo rendiamo pubbliche le materie che caratterizzano le nostre fragranze e raccontiamo, quando rilevanti, le informazioni che permettono di conoscerle più da vicino.

    Vogliamo che chi indossa Martin possa andare oltre il nome di una nota e iniziare a capire cosa esiste realmente dentro una composizione: distinguere una materia dall’altra, scoprirne la provenienza e comprendere quanto una scelta precisa possa cambiare il risultato sulla pelle.

    La qualità di una fragranza vive anche nelle materie con cui è stata costruita. Per noi quella qualità merita di essere conosciuta, oltre che sentita.

    Foto in arrivo
    C.Una materia della Collezione Privata Martin con le informazioni che la accompagnano.
    Esplora le materie prime →
III.

La costruzione della formula

Con le materie davanti a noi, comincia la formulazione.

La direzione definita durante lo studio viene tradotta in una formula fatta di ingredienti e quantità precise. Le prime proporzioni nascono dall’esperienza e dalla conoscenza delle materie, poi vengono messe alla prova nel concentrato, dove ogni ingrediente cambia anche in relazione a ciò che lo circonda.

Una variazione minima può spostare un intero accordo, far emergere una materia che prima rimaneva sul fondo o modificare il modo in cui la composizione evolve nel corso delle ore. È attraverso questi continui aggiustamenti che la formula prende progressivamente la propria forma.

  1. La pesata

    Ogni prova viene preparata in piccola quantità, pesando le materie una alla volta secondo la formula su cui stiamo lavorando.

    È un passaggio preciso e interamente seguito al banco. Ogni modifica viene registrata, così da conoscere esattamente cosa cambia tra una prova e la successiva e poter ritrovare anche variazioni sviluppate molto tempo prima.

    Una volta preparato, il campione viene lasciato assestare e poi valutato sulla mouillette e sulla pelle. È lì che i numeri scritti nella formula diventano odore e possiamo capire il risultato reale delle proporzioni che abbiamo scelto.

    Foto in arrivo
    A.Pesata delle materie durante la preparazione di una formula Martin.
  2. Le versioni

    Una singola interpretazione può richiedere venti, trenta o più versioni.

    Ogni campione viene numerato e conservato. Li confrontiamo nel tempo, tornando sulle prove a distanza di ore e osservando apertura, sviluppo e fondo. Alcune versioni differiscono per variazioni molto piccole; altre nascono da una modifica più profonda di un accordo o dalla sostituzione di una materia.

    Questo archivio di prove ci permette di seguire il percorso della formula, confrontare strade diverse e recuperare anche una sfumatura apparsa molte versioni prima.

    La composizione cresce così, attraverso una successione di scelte sempre più precise, fino a quando le parti iniziano a trovare il rapporto che cercavamo.

    Foto in arrivo
    B.Versioni successive della stessa formula durante lo sviluppo.
  3. La formula definitiva

    Le ultime versioni vengono confrontate direttamente tra loro e seguite sulla pelle fino al fondo.

    A questo punto gli interventi diventano più sottili: una proporzione viene affinata, una materia trova il proprio peso definitivo, un passaggio tra due accordi viene riequilibrato. Continuiamo finché la composizione restituisce con continuità il carattere che avevamo immaginato e costruito durante tutto il lavoro precedente.

    Quando quella formula viene scelta, ogni materia e ogni quantità vengono fissate nella versione definitiva.

    È il momento in cui mesi di studio, ricerca e prove diventano finalmente una formula Martin.

    Foto in arrivo
    C.Formula definitiva e campioni sviluppati durante il processo.
IV.

L’arte del riposo

Il tempo è una delle materie invisibili della formula.

Quando il concentrato è terminato, lo lasciamo riposare per trenta giorni a temperatura controllata. È il tempo necessario perché una composizione appena preparata perda gli spigoli della miscelazione e inizi a restituire un profilo più uniforme e leggibile.

Solo allora aggiungiamo l’alcol. Da quel momento cominciano altri trenta giorni di macerazione, durante i quali il profumo raggiunge progressivamente l’equilibrio con cui arriverà sulla pelle.

Tra la formula definitiva e il flacone passano sessanta giorni.

  1. 30 giorni di maturazione

    Il concentrato riposa tra 18 e 22 °C. Le materie appena unite hanno tempo di assestarsi e il profilo della composizione diventa progressivamente più coeso.

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    A.Concentrato durante i trenta giorni di maturazione.
  2. Alcol biologico di barbabietola

    Terminata la maturazione, diluiamo il concentrato nella proporzione scelta durante lo sviluppo.

    Utilizziamo alcol biologico di origine da barbabietola, con denaturazione senza MEK, perché anche la parte più abbondante del profumo merita la stessa attenzione riservata alla formula.

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    B.Unione del concentrato con l’alcol.
  3. 30 giorni di macerazione

    Con la diluizione nasce il profumo nella sua forma finale.

    Il lotto riposa per altri trenta giorni, sempre a temperatura controllata. In questo periodo osserviamo come la composizione si esprime nell’alcol e come evolve fino al profilo destinato all’imbottigliamento.

    Foto in arrivo
    C.Profumo durante i trenta giorni di macerazione.
V.

La finitura a freddo

Dopo la macerazione, portiamo il lotto a 0 °C per eliminare ciò che può compromettere la limpidezza del profumo.

Il freddo fa precipitare le componenti meno solubili della formula, come alcune cere, residui naturali e particelle che a temperatura ambiente possono restare disperse nel liquido. Una volta separate dalla soluzione, possono essere trattenute durante la filtrazione.

Questo passaggio rende il profumo più limpido e riduce il rischio che, nel tempo, compaiano torbidità o depositi sul fondo del flacone.

  1. Glaçage a 0 °C

    Il profumo viene raffreddato fino a 0 °C e mantenuto a bassa temperatura affinché le frazioni meno solubili possano separarsi dal liquido.

    È soprattutto con formule ricche di materie naturali che possono essere presenti cere e altre componenti capaci di precipitare quando la temperatura scende.

    Foto in arrivo
    A.Lotto durante il glaçage.
  2. Filtrazione a 0,45 µm

    Il profumo viene filtrato mentre è ancora freddo attraverso una membrana da 0,45 micrometri.

    Il filtro trattiene le particelle e i precipitati formatisi durante il raffreddamento, lasciando passare la parte liquida della composizione.

    Il risultato è un profumo più limpido, pulito alla vista e pronto per essere imbottigliato.

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    B.Filtrazione del profumo dopo il glaçage.
VI.

La firma del lotto

Terminata la filtrazione, il profumo entra nella sua forma definitiva.

Ogni lotto viene imbottigliato, numerato e documentato mantenendo il legame con la formula da cui è nato e con le materie impiegate per realizzarlo. È qui che il lavoro iniziato mesi prima arriva al flacone, conservando la propria identità fino all’ultimo passaggio.

  1. Imbottigliamento

    Il profumo viene imbottigliato a mano in piccoli lotti. Ogni produzione rimane distinta e viene seguita separatamente fino al completamento dei flaconi che ne fanno parte.

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    A.Imbottigliamento di un lotto Martin.
  2. Identità del lotto

    Ogni produzione riceve un numero univoco che accompagna il profumo anche sul flacone.

    Quel numero è la memoria della sua realizzazione. Permette di collegare ogni esemplare alla formula utilizzata, alla preparazione e alle materie appartenenti a quella specifica produzione.

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    B.Numero identificativo riportato sul flacone.
  3. Il formulario

    La formula continua anche fuori dal laboratorio.

    All’interno di ogni confezione inseriamo il formulario della fragranza, con le materie che abbiamo scelto di dichiarare, i loro produttori e le informazioni che permettono di conoscere più da vicino ciò che compone il profumo.

    La trasparenza, per Martin, arriva fino a ciò che normalmente resta dietro il flacone.

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    C.Formulario che accompagna ogni fragranza Martin.
  4. Il sigillo

    L’ultimo gesto è ancora manuale.

    La confezione viene chiusa con il sigillo Martin in ceralacca, colato e impresso uno alla volta. Piccole variazioni nella forma e nella superficie rimangono visibili, lasciando su ogni confezione la traccia del gesto con cui è stata preparata.

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    D.Applicazione del sigillo Martin in ceralacca.

Il nostro impegno per l’artigianato

Per noi l’artigianato non è un’estetica. È il modo in cui scegliamo di lavorare.

Chi sviluppa una fragranza ne segue anche la realizzazione, dalla selezione delle materie alla formula, dalla preparazione del concentrato fino al lotto finito. Conoscere ciò che si usa, riconoscere quando un equilibrio è giusto e intervenire con precisione fanno parte dello stesso mestiere.

Abbiamo scelto di lavorare in piccoli lotti anche per questo. Per conservare un rapporto diretto con ogni formula e lasciare che il tempo, l’esperienza e l’attenzione continuino ad avere un peso reale nel risultato.

Martin cresce senza allontanarsi dal banco su cui nasce ogni fragranza.

Scopri le fragranze Martin →